Antonio Bertaccini

Roberto Bompiani pittore biografia

Biografia

BERTACCINI Antonio, pittore (Roma 1823 – 1906). Antonio Bertaccini è una figura discreta ma autentica del panorama artistico romano dell’Ottocento. Di questo pittore si conoscono attualmente pochissimi cenni biografici certi, circostanza che tuttavia non ne diminuisce l’interesse storico-artistico: la sua produzione testimonia con lucida coerenza la vocazione paesaggistica che caratterizzò una parte significativa della pittura italiana di secondo Ottocento, quella sensibile al fascino della campagna laziale, delle rovine antiche e delle vedute urbane di Roma.

Nato a Roma nel 1823, Bertaccini si forma e opera prevalentemente nell’ambiente artistico della capitale pontificia, città che negli anni centrali del XIX secolo rappresentava ancora un polo di attrazione irresistibile per artisti italiani e stranieri. Nel 1876 risulta avere il proprio studio in via Sistina, una delle arterie più frequentate e prestigiose del quartiere artistico romano, crocevia di collezionisti, viaggiatori stranieri del Grand Tour e mercanti d’arte internazionali. La scelta di questa sede non era casuale: via Sistina e le strade adiacenti ospitavano numerosi atelier di pittori che lavoravano soprattutto per una clientela forestiera, desiderosa di portare a casa un ricordo pittorico della Città Eterna.

Nel corso della sua carriera Bertaccini compì almeno due soggiorni documentati ad Olevano Romano, rispettivamente nel 1851 e nel 1871. Olevano, borgo dei Monti Simbruini alle porte di Roma, era uno dei luoghi di elezione della pittura en plein air ottocentesca: la sua natura aspra, i suoi scorci pittoreschi tra rocce, ulivi e case arroccate avevano attirato generazioni di pittori italiani e nordeuropei, dai maestri della scuola di Barbizon agli esponenti del realismo tedesco e scandinavo. La presenza di Bertaccini in questo luogo, a distanza di vent’anni, rivela una pratica costante e meditata dello studio diretto dal vero, fondamento del suo approccio al paesaggio.

Stile e Tecnica

Antonio Bertaccini fu prevalentemente pittore di paesaggio, come dimostra un piccolo Album di pastelli interamente dedicato alle vedute di Roma, documento prezioso della sua sensibilità poetica e della sua capacità di cogliere la luce e l’atmosfera della città con mezzi rapidi ed efficaci. Il pastello, tecnica che richiede freschezza esecutiva e una visione sintetica del soggetto, rivela in Bertaccini un artista abituato all’osservazione diretta della natura, lontano dalle convenzioni accademiche più rigide.

Il suo stile si inscrive nel filone del paesaggismo veristico romano, quella corrente che nel secondo Ottocento italiano guardava alla realtà della campagna laziale con occhio attento e privo di idealizzazioni enfatiche. I suoi soggetti prediletti erano le vedute di Roma — rovine, monumenti, scorci urbani — e i paesaggi della campagna circostante, spazi aperti dominati da cieli luminosi, acquedotti romani e vegetazione spontanea. Due sue opere raffiguranti le Terme di Diocleziano e l’Aventino sono conservate a Palazzo Barberini, a testimonianza del riconoscimento istituzionale della sua produzione.

Notevole è anche la sua produzione grafica e incisoria, che non va sottovalutata nella valutazione complessiva dell’artista. In essa si osserva una tendenza classicista nella configurazione della veduta, con una felice congiunzione di elementi architettonici e naturalistici descritti con cura minuziosa del dettaglio, come ben esemplifica la sua veduta della Villa d’Este a Tivoli. Questa attenzione al particolare, unita a una visione d’insieme equilibrata, colloca Bertaccini in una posizione di continuità rispetto alla grande tradizione della veduta italiana, pur aggiornata alle istanze naturalistiche della sua epoca.

Una parte cospicua della produzione grafica dell’artista è conservata presso l’Istituto Centrale per la Grafica di Roma: dopo la sua morte, la moglie vendette allo Stato oltre cinquecento disegni, raccolti in piccoli album eseguiti rapidamente a matita o ad acquerello. Si tratta di un corpus straordinario per quantità e coerenza, che offre uno sguardo privilegiato sulle abitudini di lavoro dell’artista e sulla sua inesauribile curiosità verso i monumenti e i paesaggi di Roma e dintorni.

Attività Espositiva

Nonostante la relativa scarsità di notizie biografiche, l’attività espositiva di Bertaccini è documentata in alcuni appuntamenti di rilievo. Nel 1867 inviò una veduta della campagna romana all’Esposizione Universale di Parigi, occasione internazionale di grande visibilità che confermava la sua reputazione oltre i confini italiani. Nel 1883 partecipò all’Esposizione Nazionale di Belle Arti di Roma con l’opera Paludi presso Ostia, soggetto che testimonia il suo interesse per i paesaggi selvaggi e suggestivi del litorale romano.

Bertaccini fu inoltre presente, specialmente negli anni Ottanta, all’Esposizione degli Amatori e Cultori di Roma, dove presentò opere come Campagna romana – Acquedotti di Claudio e Campagna romana – Rocce del Poussin. Quest’ultimo titolo è particolarmente significativo: le cosiddette

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