Saverio Altamura

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Biografia di Saverio Altamura

Saverio Altamura (Foggia, 1822 – Napoli, 1897) è stato un pittore italiano di grande rilievo nel panorama artistico ottocentesco, noto per la sua produzione di ritratti, scene storiche e soggetti di genere. La sua opera rappresenta un ponte significativo tra la tradizione accademica napoletana e le istanze veriste emergenti nella pittura italiana del XIX secolo. Altamura seppe combinare precisione tecnica, ricerca cromatica e profonda sensibilità emotiva, conferendo alle sue composizioni una dignità narrativa e una forza comunicativa straordinaria.

Nato a Foggia da padre Raffaele e madre Sofia Perifano di provenienza greca, Altamura ricevette le prime istruzioni nella città natale presso gli scolopi. Nel 1840, il padre lo mandò a Napoli con l’intento di fargli intraprendere gli studi di medicina. Tuttavia, affascinato dall’effervescente ambiente artistico e intellettuale partenopeo, si iscrisse segretamente all’Accademia di Belle Arti di Napoli dove conobbe il futuro maestro Domenico Morelli, con cui instaurò un’amicizia profonda e duratura.

Presso l’Accademia seguì con dedizione i corsi di nudo, perfezionando il disegno, lo studio della prospettiva e la tecnica della pittura a olio. La sua educazione artistica fu plasmata dai maestri dell’istituzione napoletana e dal contatto diretto con gli esponenti principali della pittura napoletana del XIX secolo. Durante questi anni formativi, Altamura entrò in contatto diretto con le opere dei fratelli Palizzi, soprattutto Filippo, rappresentanti del verismo napoletano e eredi del linguaggio della Scuola di Posillipo e delle istanze della Scuola di Barbizon francese.

Formazione e primi successi accademici

Nel 1847, Altamura vinse il concorso del pensionato romano con un quadro ispirato a un episodio della Gerusalemme Liberata, proseguendo la sua formazione nella capitale durante il soggiorno nella città eterna. Già affermato nell’ambiente napoletano per opere di notevole impatto emotivo come Cristo e l’adultera (acquisita dal Principe d’Aquila, fratello di Ferdinando II Borbone) e Marsia e Apollo, continuò la sua ricerca cromatica anche a Roma, realizzando Il Profeta Nathan rimprovera Davide come pendant dell’opera precedente.

Nel 1848, tuttavia, Altamura partecipò attivamente ai moti rivoluzionari, schierandosi dalla parte dei patrioti che combattevano per l’unificazione italiana e la libertà dalla dominazione borbonica. Seguiti i fatti del colpo di stato napoletano del 15 maggio, condannato a morte in contumacia per cospirazione contro i Borboni, fu costretto a fuggire. Si rifugiò dapprima all’Aquila nel 1848, poi a Firenze nel 1850, dove iniziò un nuovo capitolo della sua carriera artistica.

Stile e tecnica

Dal punto di vista stilistico, Saverio Altamura si colloca nella tradizione figurativa ottocentesca italiana, caratterizzata da rigore tecnico, attenzione scrupolosa ai dettagli e equilibrio compositivo consapevole. Pur seguendo fermamente i canoni accademici della sua formazione, le sue opere manifestano una sensibilità individuale marcata, soprattutto nella resa emotiva dei soggetti e nella gestione sofisticata della luce e dell’atmosfera.

La pennellata di Altamura si distingue per il controllo accademico tipico della tradizione napoletana, creando un equilibrio consapevole tra fedeltà osservativa e armonia compositiva. Nei ritratti, l’artista si evidenzia per l’accurata rappresentazione dei tratti somatici, la penetrante resa psicologica dei soggetti ritratti e la gestione attenta della luce, che conferisce volume, profondità e una qualità quasi scultorea alle figure.

Le scene storiche, spesso ispirate a eventi italiani, napoletani e biblici, mostrano composizioni equilibrate, dettagli precisi e una narrativa chiara che rende le opere facilmente leggibili e profondamente apprezzabili dal pubblico contemporaneo. Nella rappresentazione di eventi storici, Altamura rivela la sua inclinazione romantica, particolare evidente nelle tele ispirate a soggetti letterari inglesi e alla poetica dei pittori preraffaelliti, come testimoniato da opere come Il Corsaro di Byron (1852) e Profilo di donna.

Le scene di genere illustrano momenti della vita quotidiana con delicatezza e realismo penetrante. Durante il periodo fiorentino dal 1854 in poi, Altamura si unì ai pittori della Scuola di Staggia, dipingendo en plein air nelle campagne senesi attorno a Staggia insieme a Serafino De Tivoli, Alessandro La Volpe e i fratelli Markò. Questa esperienza rappresentò un momento cruciale di evoluzione stilistica: nel 1855, partì per Parigi insieme a De Tivoli e Morelli, dove studiò l’Esposizione Universale e il linguaggio innovativo dei barbizonniers francesi, inclusa la tecnica del famoso ton gris. Queste scoperte furono da lui comunicate ai pittori toscani al Caffè Michelangelo, contribuendo direttamente alla genesi della pittura di macchia.

La tavolozza di Altamura predilige toni caldi e naturali, con prevalenza di ocra, bruni, verdi smorzati e rossi attenuati, in linea con la tradizione pittorica napoletana del periodo. I paesaggi, seppur numericamente inferiori alle altre categorie di soggetti, rivelano la sua sensibilità acuta alla resa atmosferica e all’uso sapiente della luce naturale, anticipando alcune soluzioni che caratterizzeranno la pittura di macchia.

Carriera e esperienze artistiche

Tornato a Napoli nel 1860, dopo l’Unità d’Italia, Altamura reallacciò i rapporti con le esposizioni artistiche napoletane, partecipando a tutte le maggiori manifestazioni d’arte italiane. Nel 1877 espose La Monacazione di Maria Spinelli, nel 1879 Le Rai s’amuse (acquisita per la reggia di Capodimonte, dove tuttora si conserva). Nel 1883 espose a Roma il Centauro Chirone, acquisito dallo stato italiano. Fu membro onorario di tutte le Accademie d’Italia e insegnò all’Istituto di Belle Arti di Firenze, trasmettendo il suo sapere a una nuova generazione di artisti.

Amico di Garibaldi, Altamura fu inoltre consigliere comunale di Napoli e tra i fondatori del museo civico napoletano. Durante il soggiorno parigino del 1855 e successivamente, entrò in contatto con importanti mercanti d’arte come il celebre Goupil e frequentò la cerchia di pittori come Gioacchino De Nittis ed Ernesto Dalbono, che lo presentarono agli ambienti più avanzati dell’arte parigina.

Altamura pubblicò nel 1896, un anno prima della morte, il volume Vita e arte, in cui riunì la propria autobiografia e teorizzazioni sulla pratica e la missione dell’arte. L’opera rappresenta una testimonianza preziosa del pensiero artistico e delle intenzioni estetiche dell’artista, benché la critica abbia rilevato, in alcuni casi, una certa distanza tra le teorie enunciate e la loro piena realizzazione nella pratica pittorica.

Durante la sua lunga carriera, Altamura ricevette commissioni da collezionisti privati illustri e da istituzioni pubbliche di rilievo. Le sue opere sono apprezzate dai collezionisti per la qualità tecnica manifesta, la precisione narrativa e il valore storico-documentario. Saverio Altamura rimane oggi un esempio significativo di pittore accademico napoletano dell’Ottocento, la cui produzione artistica unisce coerentemente tradizione accademica, rigore tecnico consapevole e sensibilità personale autenticamente romantica.

Opere principali

Tra le opere più significative della carriera di Saverio Altamura figurano Cristo e l’adultera (1846), primo quadro acquisito dal Principe d’Aquila e punto di partenza della sua fortuna critica. Seguono Il Profeta Nathan rimprovera Davide, realizzato a Roma, e Gli ebrei esuli in Babilonia (1847), con cui vinse il premio artistico della città di Roma.

Tra gli altri capolavori si ricordano Morte di un crociato (con il motto «Dio lo vuole» che causò controversie politiche presso la corte borbonica), Il Corsaro di Byron (1852), La figlia di Jefte (1853) e la Trilogia di Buondelmonte (tre tele rappresentanti «La tradita», «Le nozze» e «I funerali di Buondelmonte», premiate alla prima Esposizione italiana del 1861).

Tra i dipinti religiosi si distingue Gesù alla Colonna, notevole per il sentimento umano che emerge dal volto del Cristo, mentre fra i ritratti femminili emerge Rosa d’oriente (1883), che ha realizzato 17.000 euro nel 2006. Altre opere significative comprendono Donna in un interno (1874), Dopo la lettura (oggi al Museo di Foggia), e numerosi dipinti di soggetto sacro eseguiti per chiese e cappelle.

Presso musei e istituzioni pubbliche si conservano opere di Altamura nella Pinacoteca Nazionale di Capodimonte a Napoli, nel Museo di San Martino a Napoli (che possiede l’Autoritratto dell’artista), nelle Gallerie d’arte moderna di Torino, Firenze e Roma, e nel Museo di Foggia, sua città natale.

Mercato e quotazioni

Le quotazioni delle opere di Saverio Altamura si collocano in una fascia di mercato moderata e coerente con il mercato della pittura figurativa ottocentesca italiana di qualità. Il mercato è caratterizzato da stabilità e interesse costante da parte di collezionisti specializzati in arte napoletana dell’Ottocento.

Dipinti a olio su tela

I dipinti a olio di medio formato si collocano tra 1.500 e 3.000 euro, a seconda della qualità complessiva, dello stato di conservazione, dell’importanza del soggetto rappresentato e della provenienza dell’opera.

Ritratti e scene storiche

Le opere più curate e significative dal punto di vista compositivo e storico possono raggiungere valori tra 2.500 e 4.000 euro, mentre dipinti di dimensioni maggiori, ritratti femminili particolarmente eleganti e scene storiche di notevole impatto visivo possono attestarsi su quotazioni superiori, fino a 5.000-8.000 euro e oltre per opere particolarmente rappresentative e in eccellente stato conservativo.

Disegni e studi preparatori

I disegni e gli studi preparatori si collocano in una fascia di prezzo compresa tra 500 e 1.000 euro, con quotazioni che possono variare significativamente in base al livello di finitura, alla tecnica utilizzata e alla rilevanza dell’opera per la comprensione del processo creativo dell’artista.

Record d’asta

Il record d’asta per Saverio Altamura si attesta intorno ai 4.000 euro, mentre la maggior parte delle aggiudicazioni rientra tra 2.000 e 3.000 euro. Tuttavia, opere particolarmente significative e in eccellente stato conservativo possono superare significativamente queste medie.

Le quotazioni attuali riflettono l’apprezzamento consolidato da parte dei collezionisti per la qualità tecnica, la rarità relativa del mercato e l’importanza storica dell’artista nel contesto della pittura napoletana dell’Ottocento.

Valutazioni e acquisizioni

Offriamo valutazioni gratuite e riservate per dipinti e disegni autentici attribuiti a Saverio Altamura. Per una stima accurata, è indispensabile fornire fotografie nitide del fronte e del retro dell’opera, le misure precise, la documentazione sulla firma e informazioni dettagliate sulla provenienza.

Siamo interessati all’acquisizione diretta di opere autentiche di Saverio Altamura, con trattative rapide, riservate e pagamenti immediati. Assistiamo inoltre i collezionisti nella raccolta della documentazione utile alla corretta attribuzione e archiviazione delle opere di questo importante pittore ottocentesco.