Simone Pomardi

Simone Pomardi pittore quadro dipinto vedutista

Biografia di Simone Pomardi

Origini e formazione

Simone Pomardi nacque a Monte Porzio Catone il 9 dicembre 1757, figlio di Giovanni Battista, notaio e cancelliere, e di Angiola Antonia Ilari. Le sue origini non erano dunque legate a una famiglia di artisti, come talvolta si è scritto, ma a un ambiente borghese e colto dei Castelli Romani, che gli trasmise rigore intellettuale e curiosità per il mondo antico.

Nel 1783 si trasferì a Roma, dove andò a coabitare con alcuni colleghi artisti, tra cui il pittore sloveno Francesco Caucig e il boemo Giuseppe Bergler, entrambi figure di primo piano nell’ambiente accademico europeo del tempo. È in questo contesto cosmopolita e stimolante che Pomardi affina la sua formazione, avvicinandosi alla grande tradizione del vedutismo romano e sviluppando una tecnica di straordinaria precisione nel disegno architettonico e topografico.

La sua formazione artistica si compie a Roma, dove l’artista si fa conoscere nell’ultimo decennio del Settecento come illustratore delle antichità della città eterna. Dipinge prevalentemente ad acquerello e a tempera, ma anche ad olio, e il suo studio si trovava, negli ultimi anni di vita, in Via Borgognona 69.

Fasi e periodi della produzione

La carriera di Pomardi si articola in fasi ben distinte. La prima, tra gli anni Ottanta e Novanta del Settecento, è quella della sua affermazione come vedutista romano: realizza vedute topografiche di Roma antica e moderna, commissionate da famiglie nobili e da viaggiatori stranieri giunti in Italia per il Grand Tour. Le sue opere documentano con precisione millimetrica l’aspetto urbano di Roma tra Sette e Ottocento.

La fase più avventurosa e straordinaria della sua vita è quella legata al viaggio in Grecia. L’incontro a Roma con il pittore e letterato irlandese Edward Dodwell rappresenta l’episodio più significativo della sua carriera. I due partono da Roma nell’ottobre del 1804, raggiungono Napoli e Reggio Calabria, si imbarcano da Messina e arrivano in Grecia nel febbraio del 1805, rientrando nel 1806. Durante questo lungo soggiorno, Pomardi esegue una quantità straordinaria di disegni e acquerelli raffiguranti i siti archeologici greci: l’Acropoli di Atene, i monumenti di Micene, il porto di Corfù e numerosi altri luoghi della Grecia continentale e insulare, molti dei quali mai rappresentati prima da un artista italiano.

Dopo il ritorno, Pomardi riprende la sua attività di illustratore dei monumenti romani e si dedica con crescente intensità alla pittura di paesaggio. Gli anni intorno al 1820 segnano il culmine della sua produzione: in questo periodo realizza i suoi celebri acquerelli di grande formato con vedute di Roma, considerati dalla critica la parte più significativa e rappresentativa della sua arte.

Ultimi anni e morte

Gravi problemi di salute sopraggiunti intorno al 1820 compromisero la sua capacità di lavorare con la consueta intensità. Negli ultimi anni si dedicò anche all’insegnamento, diventando maestro di pittura del nipote Alessandro Castelli, che sarebbe diventato uno dei più noti paesaggisti romani dell’Ottocento. Simone Pomardi morì a Roma il 3 novembre 1830.

Stile e tecnica

Lo stile di Simone Pomardi si colloca pienamente nel solco del vedutismo neoclassico romano, di cui rappresenta una delle espressioni più tecnicamente raffinate. Il tratto distintivo della sua arte è la straordinaria precisione prospettica e topografica, frutto di misurazioni dirette sul campo e di una padronanza assoluta del disegno architettonico.

Il medium prediletto è l’acquerello, talvolta integrato dalla tempera. La sua tavolozza è sobria e misurata: grigi perlacei, ocra dorati, bianchi luminosi e azzurri tenui si combinano per restituire la luce nitida di Roma e della Grecia con una chiarezza quasi documentaria. La resa architettonica è impeccabile, con ombre nette che esaltano i volumi dei monumenti antichi e moderni.

Le figure umane appaiono sempre come elementi secondari: inserite con sapienza compositiva come scale di proporzione e segni di vita, non competono mai con l’architettura che è il vero protagonista della scena. Questa scelta narrativa avvicina la sua pittura al linguaggio dell’incisione e del rilievo topografico, concependola come documento storico e memoria viva dei monumenti.

Nella serie greca, eseguita al fianco di Edward Dodwell, lo stile di Pomardi si apre a una dimensione più ampia e paesaggistica: le vedute dell’Acropoli, del Tempio di Poseidone a Sunio, del Tempio di Zeus a Nemea e dell’Eretteo rivelano una qualità pittorica di alto livello, capace di coniugare rigore documentario e sensibilità romantica ante litteram.

I migliori calcografi del tempo, tra cui Antonio Testa, Pietro Parboni, Morelli, Feoli e Ruga, ricavarono dai suoi disegni incisioni di grande pregio, pubblicate in volumi fondamentali per la storia della veduta romana e della topografia classica.

Opere principali e pubblicazioni

La produzione di Simone Pomardi si distingue per la sua straordinaria varietà e per il duplice binario — Roma e Grecia — lungo il quale si sviluppa l’intera carriera. Tra le opere e i progetti editoriali più significativi si ricordano:

  • Raccolta di vedute antiche e moderne della Città di Roma e sue vicinanze (1816): sei disegni di Pomardi incisi da Antonio Testa e Pietro Parboni.
  • Le antichità di Roma recentemente scavate fino all’antico piano (1817): undici vedute di Roma e una di Tivoli.
  • Viaggio antiquario ne’ contorni di Roma di Antonio Nibby (1819): trenta disegni di Pomardi incisi da Pietro Parboni.
  • Viaggio nella Grecia fatto da Simone Pomardi negli anni 1804, 1805 e 1806 (1820): ricco diario di viaggio in due tomi, con tavole incise da Pietro Parboni, opera fondamentale per la conoscenza della Grecia preindipendente.
  • Raccolta di XL Vedute Antiche e Moderne della Città di Roma e sue vicinanze (1821): incise da Morelli, Feoli, Ruga e altri.
  • Collaborazione alle illustrazioni della Satyra V di Orazio e dell’Eneide di Virgilio pubblicate sotto il patrocinio di Elisabetta duchessa di Devonshire tra il 1816 e il 1819.

Le vedute di Roma firmate da Pomardi che si trovano oggi in collezioni museali includono la veduta dalla collezione Kaufman, conservata al Museo di Portsmouth, e la veduta dalla collezione di Thomas Ashby, oggi custodita nella Biblioteca Apostolica Vaticana. Una straordinaria raccolta di circa 800 acquerelli e disegni eseguiti durante il viaggio greco, rimasti inediti fino al 2002, è oggi conservata presso il Packard Humanities Institute di Los Altos, California, e ha formato oggetto di esposizioni al British Museum di Londra (2013) e alla Curia Iulia nel Foro Romano (2013-2014). Le sue opere figurano inoltre nella collezione della Getty Villa di Pacific Palisades, California.

Mercato e quotazioni delle opere di Simone Pomardi

Il mercato di Simone Pomardi è internazionale e specializzato, con forte domanda da parte di collezionisti di vedute romane e di disegni del Grand Tour. Nonostante sia stato a lungo trascurato dalla critica accademica, Pomardi è stato sempre ben apprezzato dal mercato dell’antiquariato, che ne ha riconosciuto il valore documentario, storico e artistico.

Le sue opere compaiono con regolarità nelle aste delle principali case d’aste italiane e internazionali. La domanda è sostenuta dalla doppia valenza delle sue produzioni: da un lato le vedute romane, richieste da musei, privati e collezionisti di topografia classica; dall’altro le vedute greche, ambite per il loro carattere di unicum storico-documentario sulla Grecia pre-indipendente.

Fasce di valore orientative

I dipinti a olio di fascia bassa, come piccoli studi prospettici o vedute parziali, si collocano generalmente tra 1.500 e 3.000 euro.

Le opere di fascia media, vedute architettoniche complete di buon formato, si attestano tra 4.000 e 7.000 euro.

I dipinti di fascia alta, grandi vedute panoramiche di Roma, dei Fori Imperiali o di palazzi storici commissionati da famiglie nobili, raggiungono valori tra 12.000 e 25.000 euro.

Le opere su carta, come disegni preparatori, acquerelli topografici e incisioni, presentano valutazioni generalmente comprese tra 700 e 1.500 euro, con punte significativamente più alte per acquerelli di grande formato firmati e datati.

Record d’asta

I risultati più significativi sono stati ottenuti da vedute panoramiche di Roma commissionate da famiglie principesche, con pedigree nobiliare documentato e perfetta conservazione. Le opere più ricercate sono quelle di grande formato con soggetti iconici come Castel Sant’Angelo, il Tevere, i Fori Imperiali e le vedute della Grecia antica.

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