Biografia di Alberto Ferrero
Origini e formazione
Alberto Ferrero nacque a Vercelli nel 1883. Originario del Piemonte, mosse i primi passi artistici in un contesto culturale ancora legato alla tradizione figurativa ottocentesca, ma già aperto alle nuove correnti europee. La sua formazione avvenne a Ginevra, dove divenne allievo di Léon Gaud presso la rinomata Accademia di Belle Arti. Il rapporto con il maestro fu determinante: alla morte di Gaud, Ferrero ne ereditò la cattedra, diventando egli stesso professore di nudo nell’istituzione ginevrina a partire dal 1906. Questa doppia esperienza — di studente d’eccellenza prima, di docente riconosciuto poi — consolidò in lui una padronanza tecnica e compositiva fuori dal comune, unita a una visione artistica già orientata verso i temi della condizione umana e della vita sociale.
Il periodo svizzero e il prestigio internazionale
Gli anni trascorsi in Svizzera furono tra i più fecondi e determinanti per la carriera di Ferrero. In questo periodo egli si impose all’attenzione della critica internazionale grazie a una serie di commissioni pubbliche di grande rilievo: eseguì gli affreschi per la Banca di Stato di Friburgo, le decorazioni per il teatro Kursaal di Ginevra e l’imponente tela allegorica L’omaggio dei popoli al Lago Lemano, destinata al Circolo degli Stranieri di Montreux. Queste opere monumentali rivelano già il suo interesse per le grandi narrazioni pittoriche di respiro civile e simbolico, realizzate con una tecnica che attingeva apertamente al Divisionismo. Il riconoscimento fu tale che alle autorità elvetiche gli offrirono persino la cittadinanza svizzera, proposta che Ferrero rifiutò, scegliendo di tornare in Italia.
Il ritorno in Italia e la maturità artistica
Rientrato in patria, Ferrero si stabilì prima a Vercelli, dove progettò il Cinema Kullmann eseguendone anche le decorazioni interne, poi si trasferì a Milano, città che divenne il centro della sua attività per i decenni successivi. Nel capoluogo lombardo raggiunse traguardi di primo piano nel panorama artistico nazionale: partecipò alle Biennali di Brera del 1916 e del 1918 e fu insignito del titolo di socio onorario dell’Accademia di Brera. Nel 1922 prese parte all’Esposizione d’Arte Vercellese curata da Guido Marangoni e collaborò con illustrazioni per la rivista Vercelli Nobilissima. Sempre in quegli anni vinse il prestigioso concorso per il centenario della Cassa di Risparmio delle Province Lombarde, aggiudicandosi il primo premio con il dipinto La Beneficenza, tuttora conservato nella sede milanese dell’istituzione.
