Aligi Sassu

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Aligi Sassu: pittore e scultore del Novecento italiano

Aligi Sassu (Milano, 17 luglio 1912 – Pollença, 17 luglio 2000) è stato uno dei protagonisti assoluti del Novecento italiano, pittore e scultore dalla produzione straordinariamente ricca e poliedrica. La sua opera, fortemente espressiva e cromaticamente potente, attraversa decenni di storia dell’arte italiana intrecciandosi con i grandi movimenti del suo tempo: dal Futurismo all’Espressionismo, dal Realismo Sociale fino a una personale visione mitica e mediterranea. Sassu è rimasto fedele per tutta la vita a una pittura figurativa capace di raccontare l’uomo, la libertà e la forza della natura con un linguaggio visionario e inconfondibile.

Biografia di Aligi Sassu

Origini e formazione giovanile

Aligi Sassu nasce a Milano il 17 luglio 1912 da Antonio Sassu, sardo, uno dei fondatori del Partito Socialista Italiano a Sassari, e da Lina Pedretti, originaria di Parma. Il padre, grande appassionato d’arte e amico di Carlo Carrà, introduce il piccolo Aligi al mondo delle arti visive fin dalla prima infanzia: nel 1919, a soli sette anni, lo conduce all’Esposizione Nazionale Futurista presso la Galleria Moretti di Palazzo Cova, dove il ragazzo rimane folgorato dalla potenza delle opere esposte.

Nel 1921 la famiglia si trasferisce a Thiesi, in Sardegna, dove risiede per circa tre anni. Il paesaggio sardo, con i suoi colori forti e mediterranei, lascia un’impronta indelebile nell’animo del giovane artista: è qui che avviene il primo incontro con i cavalli, soggetto che diventerà uno dei temi più iconici e ricorrenti della sua produzione pittorica.

Tornato a Milano nel 1925, a causa delle difficoltà economiche della famiglia è costretto ad abbandonare la scuola e a lavorare come apprendista presso un’officina litografica, la Pressa, e successivamente come aiutante di un decoratore murale. Nonostante le ristrettezze, frequenta i corsi serali e riesce a concludere gli studi, dimostrando una volontà e una passione per l’arte che nessuna difficoltà materiale riesce a spegnere.

Il Futurismo e i primi riconoscimenti (1928–1934)

Insieme all’amico Bruno Munari, Sassu conosce Filippo Tommaso Marinetti, che riconosce subito il talento del giovane artista. Nel 1928, a soli sedici anni, Marinetti lo invita a esporre alla Biennale di Venezia le opere Nudo plastico e L’uomo che si abbevera alla sorgente. Nello stesso anno, il 31 marzo, Sassu e Munari firmano insieme il manifesto della pittura Dinamismo e riforma muscolare, rimasto inedito fino al 1977.

Nel 1929 si iscrive all’Accademia di Brera, dove conosce Lucio Fontana, con cui stringerà un sodalizio artistico destinato a durare negli anni. Tra il 1927 e il 1929 i soggetti principali della sua pittura riguardano lo sport, le industrie e le macchine: nascono in questo periodo I Ciclisti, I Minatori, L’Operaio, I Pugili e il ciclo degli Uomini Rossi. Nel 1930, alla sua prima esposizione collettiva, riceve l’attenzione critica di Carlo Carrà.

Nel 1934 soggiorna a Parigi, dove entra in contatto con la pittura di Matisse, Géricault, Delacroix e Cézanne, arricchendo ulteriormente il suo vocabolario visivo. Nel 1935 fonda il Gruppo Rosso insieme a Nino Franchina e Vittorio della Porta. Nel 1936 realizza uno dei quadri più celebri del periodo parigino, Il Caffè.

La persecuzione antifascista e il dopoguerra

Nel 1937 Sassu viene arrestato con l’accusa di attività antifascista e incarcerato a Regina Coeli, a Roma, dove è condannato a sei anni di confino. Durante la detenzione non smette di disegnare: produce oltre quattrocento disegni raffigurando i compagni detenuti e sviluppando temi mitologici. Nel 1938, grazie all’intercessione di Marinetti, ottiene la grazia ma rimane sorvegliato speciale, con il divieto di frequentare luoghi pubblici e di esporre le sue opere. Nonostante ciò, continua a dipingere opere di opposizione come Spagna 1937 e La morte di Cesare.

Nel 1941 gli viene finalmente concesso di allestire una personale nella Bottega di Corrente, dove espone per la prima volta al pubblico gli Uomini Rossi, serie di grande potenza espressiva realizzata tra il 1930 e il 1932, che ritrae figure intente a giochi e passatempi in un’atmosfera sospesa e magica. Nel 1943 dipinge cinquantotto acquerelli a commento dei Promessi Sposi di Alessandro Manzoni, pubblicati in edizione di pregio nel 1983.

Nel dopoguerra Sassu riprende l’attività espositiva con rinnovata energia, partecipando alle Biennali di Venezia e alle Quadriennali di Roma. Nel 1956 espone alla Biennale di Venezia I martiri di Piazzale Loreto, opera acquistata da Giulio Carlo Argan per la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma. Ad Albissola Capo realizza il ciclo delle Cronache di Albisola, lavorando a fianco di Lucio Fontana e altri protagonisti della scena artistica italiana.

La maturità e gli anni spagnoli (1954–1980)

Nel 1954, a Vallauris, incontra per la prima volta Pablo Picasso, con il quale stringerà un rapporto di stima reciproca. Nel 1963 inaugura il suo studio a Cala San Vicente, nell’isola di Maiorca, dove sviluppa i celebri cicli delle Tauromachie e dei Cavalli Rossi. Il colore – e in particolare il rosso – diventa protagonista assoluto della sua pittura, carico di forza simbolica e vitalità mediterranea: «Il rosso è il suo Barocco», scrisse di lui il critico Raffaele Carrieri.

Nel 1968 realizza grandi dipinti tra cui il Che Guevara, donato al Museo de L’Avana. Nel 1969, alla Biennale di Venezia, ottiene il primo premio del muro dipinto. Nel 1972 sposa il soprano colombiano Helenita Olivares, conosciuta ad Albissola nel 1959. Grazie a questo sodalizio affettivo e artistico, Sassu si avvicina al mondo del teatro lirico: nel 1973 disegna scene e costumi dei Vespri Siciliani di Verdi per la riapertura del Teatro Regio di Torino. Nello stesso anno la Galleria d’Arte Moderna del Vaticano gli dedica una sala. Nel 1976 completa due mosaici per la chiesa di Sant’Andrea a Pescara.

Gli ultimi anni e i riconoscimenti internazionali

Negli anni Ottanta la fama internazionale di Sassu raggiunge il suo apice. Nel 1982 ottiene il riconoscimento Gli uomini che hanno fatto grande Milano. Nel 1984 si tiene la sua prima mostra antologica al Palazzo dei Diamanti di Ferrara, seguita da esposizioni a Castel Sant’Angelo a Roma e al Palazzo Reale di Milano. Nel 1986 completa centotrèdici opere ispirate alla Divina Commedia, tre delle quali acquistate dal Museo Puskin di Mosca. Nel 1992 una mostra itinerante con ottanta dipinti percorre il Sud America tra San Paolo, Bogotà e Buenos Aires. Nel 1993 completa Miti del Mediterraneo, un grande mural di 150 metri quadrati per la sede del Parlamento Europeo a Bruxelles. Nel 1995 viene nominato Cavaliere della Gran Croce dal Presidente della Repubblica Italiana.

Nel 1996 dona trecentosessantadue opere realizzate tra il 1927 e il 1996 alla città di Lugano, dando origine alla Fondazione Aligi Sassu e Helenita Olivares, che conserva e promuove il suo patrimonio artistico. Il 17 luglio 1999, nel giorno del suo ottantasettesimo compleanno, si inaugura una grande retrospettiva a Palazzo Strozzi a Firenze. Aligi Sassu muore esattamente un anno dopo, la sera del 17 luglio 2000, nella sua casa di Can Marimon a Pollença, Maiorca.

Stile e tecnica

Il linguaggio pittorico di Aligi Sassu è immediatamente riconoscibile per la sua carica cromatica e la tensione espressiva. Partendo dal dinamismo futurista, l’artista sviluppa nel corso degli anni una sintesi personalissima che attinge all’Espressionismo europeo, al Primitivismo e alla grande tradizione pittorica italiana e spagnola. I soggetti ricorrenti – i cavalli, le figure eroiche, le crocifissioni, le battaglie, le tauromachie – vengono riletti attraverso un filtro mitico e simbolico, carico di energia e di colore.

Il rosso è il colore-simbolo dell’artista: campisce le figure con una potenza quasi barocca, restituendo forza vitale e pathos drammatico alle composizioni. La pennellata è ampia, gestuale e sicura, capace di costruire forme solide senza mai perdere la vitalità del gesto. Accanto alla pittura a olio su tela, Sassu padroneggia con uguale maestria l’acquerello, la tempera, la grafica e la scultura, sperimentando nel corso degli anni anche il mosaico, la ceramica e l’illustrazione libraria.

Tra i cicli più importanti della sua carriera si segnalano: gli Uomini Rossi (1930–1932), i Caffè (anni Quaranta), i Cavalli Rossi (dagli anni Cinquanta), le Tauromachie (anni Sessanta), le illustrazioni per i Promessi Sposi (1943, pubbl. 1983) e per la Divina Commedia (1986), e il grande mural per il Parlamento Europeo (1993).

Mercato e quotazioni di Aligi Sassu

Il mercato delle opere di Aligi Sassu è stabile e ben strutturato, sostenuto da un collezionismo italiano e internazionale di lunga tradizione. La sua produzione è ampia e diversificata, il che rende le sue opere presenti con regolarità nelle principali aste italiane ed europee. Le case d’asta che hanno trattato l’artista negli ultimi anni sono numerose e distribuite su tutto il territorio nazionale, testimoniando una domanda costante e diffusa.

Dipinti a olio su tela

I dipinti a olio costituiscono il nucleo più rappresentativo e ricercato della produzione di Sassu. I soggetti più apprezzati dal mercato sono i cavalli, le figure eroiche e le scene mitologiche e simboliche. Le quotazioni per le tele di medie dimensioni variano tra 4.000 e 15.000 euro, mentre i grandi formati o i lavori già esposti e documentati possono superare i 25.000 euro. Le opere degli anni Trenta, Quaranta e Cinquanta sono generalmente le più richieste, in quanto riconducibili alle fasi di maggiore originalità e intensità espressiva dell’artista.

Opere su carta

Le opere su carta – acquerelli, tempere, disegni e pastelli – testimoniano l’abilità gestuale e cromatica dell’artista e rappresentano un segmento accessibile del mercato. I valori di mercato si collocano tra 800 e 3.000 euro, con punte fino a 5.000 euro per i lavori più significativi e pubblicati.

Sculture e ceramiche

Sassu si è dedicato anche alla scultura e alla ceramica, con opere dai soggetti figurativi e dinamici perfettamente coerenti con la sua poetica pittorica. Le quotazioni per le sculture in bronzo o terracotta variano da 2.000 a 8.000 euro, a seconda del formato, della tiratura e della qualità dell’esemplare.

Record d’asta

Il record d’asta per Aligi Sassu supera i 60.000 euro per un grande dipinto storico del ciclo dei Cavalli Rossi. Le tele di grande formato e le opere degli anni Cinquanta e Sessanta, con figure eroiche e composizioni dinamiche, raggiungono spesso cifre tra 15.000 e 30.000 euro. Le carte di qualità museale possono superare i 4.000 euro. Il mercato dell’artista è sostenuto da un forte collezionismo italiano e internazionale.

Valutazioni e acquisto di opere di Aligi Sassu

Valutazione gratuita

La nostra galleria offre valutazioni gratuite delle opere di Aligi Sassu, basate su risultati d’asta recenti e sull’andamento aggiornato del mercato. Per ricevere una stima accurata, è sufficiente inviare fotografie fronte e retro dell’opera, misure, tecnica, datazione e documentazione di provenienza disponibile.

Acquisto e vendita

Siamo interessati all’acquisto diretto di opere di Aligi Sassu, tra cui dipinti a olio, acquerelli, tempere e sculture. Offriamo pagamento immediato e trattativa riservata, garantendo assistenza completa per le pratiche di autenticazione e archiviazione presso gli enti competenti.

Archivio delle opere di Aligi Sassu

Le opere di Aligi Sassu possono essere autenticate e archiviate presso gli enti competenti, tra cui la Fondazione Aligi Sassu e Helenita Olivares. La nostra galleria offre assistenza completa per la preparazione della documentazione e la presentazione della pratica di archiviazione. Per avviare il processo è necessario inviare fotografie in alta definizione (fronte, retro e dettagli), misure, tecnica, anno di esecuzione e provenienza dell’opera. Ti accompagneremo passo dopo passo fino al rilascio del certificato ufficiale.

Domande frequenti su Aligi Sassu

Quanto vale un’opera di Aligi Sassu?

Le tele figurative a olio valgono generalmente tra 4.000 e 15.000 euro, mentre le opere su carta si collocano tra 800 e 3.000 euro. Le sculture in bronzo o terracotta variano da 2.000 a 8.000 euro. I grandi formati e le opere dei periodi più importanti possono raggiungere e superare i 25.000–30.000 euro in asta.

Come faccio a vendere un dipinto di Aligi Sassu?

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Come si autentica un’opera di Aligi Sassu?

Le opere di Sassu possono essere sottoposte a perizia e autenticazione presso gli enti di riferimento dell’artista. La nostra galleria offre assistenza completa in tutte le fasi del processo di archiviazione.