Lucio Del Pezzo (Napoli, 1933 – Milano, 2020) e’ uno degli artisti piu’ originali e piu’ misconosciuti dell’avanguardia italiana del dopoguerra — pittore, scultore, designer, fondatore del Gruppo 58 a Napoli, protagonista della scena milanese e parigina degli anni Sessanta e Settanta. I suoi Casellari — pannelli in cui oggetti geometrici (sfere, birilli, triangoli) vengono disposti su mensole o inseriti in casette di legno con fondi dorati come altari laici — sono tra le opere piu’ enigmatiche e piu’ affascinanti dell’arte italiana tra Pop, Metafisica e Dadaismo. Una mostra presentata da Italo Calvino a Parigi nel 1978. Il record documentato e’ di 68.750 euro per *Rosso veneziano* (1965, legno dipinto, cm 133×263), aggiudicato nel 2015. I pezzi unici valgono tra 1.000 e 15.000 euro. La Galleria Ponti offre valutazioni gratuite con risposta in giornata.
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Quanto vale un’opera di Lucio Del Pezzo?
Il mercato di Del Pezzo e’ prevalentemente italiano — con un interesse particolare da parte del collezionismo milanese — ma con una diffusione crescente a livello internazionale, alimentata dalla rivalutazione dell’avanguardia napoletana degli anni Sessanta. Le opere degli anni Sessanta sono le piu’ preziose e piu’ ricercate. I Casellari sono la tipologia piu’ iconica e piu’ ambita. Le grafiche permettono un accesso accessibile al suo mondo.
| Tipologia | Periodo / Note | Fascia di prezzo |
|---|---|---|
| Casellari e costruzioni tridimensionali (grandi) | Anni ’60–’80, opere uniche | € 10.000 – € 68.750 |
| Pezzi unici (tavole, tele, rilievi) | Vari periodi, anni ’60 i più pregiati | € 1.000 – € 15.000 |
| Grafiche (acqueforti, litografie, serigrafie) | Edizioni firmate e numerate | € 50 – € 300 |
I fattori piu’ importanti per il valore: la tipologia (i Casellari tridimensionali sono i piu’ ricercati), il periodo (gli anni Sessanta sono il vertice assoluto), le dimensioni, la provenienza documentata (Galleria Schwarz Milano, Galleria Lelong, etichette di esposizioni istituzionali) e lo stato di conservazione degli elementi tridimensionali. Le quotazioni di Del Pezzo restano ancora contenute rispetto alla qualita’ e alla rarità delle sue opere migliori — elemento che alimenta l’interesse degli investitori piu’ attenti.
Record d’asta di Lucio Del Pezzo
Il record documentato e’ di 68.750 euro per Rosso veneziano (1965, legno dipinto, cm 133×263), aggiudicato nel 2015. E’ un’opera monumentale — interamente dipinta di rosso — su cui una mensola ospita palline, birilli e forme geometriche: uno dei pezzi piu’ imponenti della sua produzione e perfetta sintesi del suo stile a meta’ tra Pop, Metafisica e Dadaismo. Le aggiudicazioni significative per i lavori degli anni Sessanta–Settanta superano regolarmente i 20.000 euro per le opere piu’ complesse e tridimensionali.
I Casellari: altari laici di oggetti enigmatici
La firma visiva di Lucio Del Pezzo sono i Casellari — costruzioni su tavola in cui elementi geometrici (sfere, birilli, cubi, triangoli, forme assonometriche) vengono disposti su mensole orizzontali o inseriti all’interno di casette di legno in rilievo, su fondi frequentemente dorati. Il fondo dorato e’ un omaggio — ironico e commosso insieme — alle pale d’altare rinascimentali: gli oggetti geometrici stanno al fondo oro come i santi stavano al fondo oro dei polittici medievali. Sono altari laici, e il loro contenuto sono le memorie, i simboli, i feticci della modernita’.
La sfera rappresenta la perfezione; il triangolo e’ la trasposizione del numero tre; le figure assonometriche richiamano la passione di Del Pezzo per il disegno geometrico e architettonico. Ma nessun elemento ha un significato fisso e definitivo — come scriveva la critica Lea Vergine del suo lavoro giovanile, “scaturisce da questi suoi strani arnesi una barbarica forza di suggestione”. Gli oggetti vengono decontestualizzati: estratti dalla loro funzione ordinaria e messi in un contesto che li trasforma in icone misteriose.
C’e’ un filo diretto tra questi Casellari e le nature morte metafisiche di De Chirico — la stessa atmosfera sospesa, lo stesso silenzio enigmatico attorno a oggetti che sembrano carichi di un significato che non si riesce del tutto a decifrare. Non a caso Del Pezzo e’ stato inserito nella “sala metafisica” del Museo di Grenoble nel 1968, insieme a De Chirico, Max Ernst, Carrà, Morandi. E non a caso ha abitato a Parigi nello studio dove aveva lavorato Max Ernst.
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Come vendere un’opera di Lucio Del Pezzo
La Galleria Ponti acquista direttamente opere di Lucio Del Pezzo con pagamento immediato e trattativa riservata. Siamo particolarmente interessati ai Casellari degli anni Sessanta e alle costruzioni tridimensionali piu’ complesse. Valutiamo qualsiasi opera dell’artista.
- Inviateci foto del fronte (incluso dettagli degli elementi tridimensionali e della firma), del retro completo. Del Pezzo firmava generalmente al retro o alla base delle costruzioni con “Del Pezzo” e la data.
- Indicate le dimensioni in centimetri, la tecnica (legno dipinto, tavola, tela, tecnica mista) e l’anno se indicato.
- Indicate la tipologia (Casellario con mensola, Casellario con casette, rilievo, pittura su tela, grafica) e lo stato di conservazione degli elementi tridimensionali.
- Indicate qualsiasi documentazione disponibile: etichette di gallerie storiche (Galleria Schwarz Milano, Studio Marconi Milano), citazioni in cataloghi di mostre istituzionali (Triennale 1964, Biennale di Venezia 1964/1966, Museo di Grenoble), precedenti passaggi in asta.
- Riceverete una valutazione in giornata e, se interessati, una proposta d’acquisto diretta.
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Domande frequenti sulla vendita
Quanto tempo richiede la vendita?
In caso di acquisto diretto, la transazione si chiude in pochi giorni con pagamento immediato.
Quali documenti servono?
La provenienza documentata (etichette di gallerie storiche, cataloghi di mostre istituzionali, precedenti d’asta) e’ lo strumento principale. Possiamo assisterti nel processo di autenticazione.
Devo pagare tasse sulla vendita?
No. Il soggetto privato che vende un’opera d’arte non e’ tenuto al pagamento di alcuna tassa in Italia.
Biografia di Lucio Del Pezzo
Lucio Del Pezzo nasce a Napoli il 13 dicembre 1933. Si forma all’Accademia di Belle Arti e all’Istituto d’Arti Applicate di Napoli. Nel 1958 fonda il Gruppo 58 insieme a Guido Biasi, Bruno Di Bello, Sergio Fergola, Luigi Castellano (detto Luca) e Mario Persico — un gruppo di impostazione neosurrealista e neodadaista, in contatto con il Movimento Nucleare di Enrico Baj a Milano, con Phases a Parigi, Spur a Monaco e Boa a Buenos Aires. L’anno successivo sottoscrive il Manifeste de Naples — un atto di ironica protesta contro l’astrattismo — e partecipa alla rivista “Documento Sud”, rassegna d’arte e cultura d’avanguardia.
Soggiorna a Matera, dove lavora come professore di ceramica all’Atelier della Martella (creato dai fratelli Cascella e dall’architetto Quaroni) e decora la cupola della Chiesa di S. Antonio a Stigliano con un affresco di 80 metri quadri. Nel 1960 si trasferisce a Milano su invito di Enrico Baj e del gallerista Arturo Schwarz: tiene la prima personale alla Galleria Schwarz. Nel 1961 vince il Carnegie International Award a Pittsburgh e tiene la prima personale a New York. Nel 1964 realizza il “Labirinto del Tempo Libero” alla XIII Triennale di Milano insieme a Baj e Fontana, e partecipa alla XXXII Biennale di Venezia. Nel 1966 ha una sala personale alla XXXIII Biennale di Venezia, presentato da Gillo Dorfles.
Si trasferisce a Parigi, dove abita nel vecchio studio di Max Ernst in rue Mathurin Régnier 58. Nel 1968 lo Stato francese acquista due sue opere e allestisce una “sala metafisica” al Museo di Grenoble — insieme a De Chirico, Max Ernst, Carrà, Morandi, Nevelson. Nel 1973 realizza per il cantiere del Centre Pompidou di Parigi un’opera che copre due lati della palizzata (Il muro, 120×3,5 m). Nel 1978 Italo Calvino presenta una sua mostra personale a Parigi. Nel 1984, su invito di Guido Ballo, prende la cattedra di Pittura sperimentale all’Accademia di Belle Arti di Milano. Nel 2001 progetta rilievi ceramici per le stazioni Salvator Rosa e Materdei della metropolitana di Napoli. Muore a Milano nel 2020.
Come riconoscere un’opera autentica di Lucio Del Pezzo
Firma: Del Pezzo firmava generalmente al retro dei pannelli o alla base delle costruzioni con “Del Pezzo” e la data. Su alcune opere la firma appare sul fronte in basso.
Coerenza stilistica e materica: le opere autentiche dei Casellari mostrano pannelli in legno dipinto con fondo monocromo (spesso dorato, rosso, bianco, nero), su cui elementi geometrici tridimensionali (sfere, birilli, cubi, forme assonometriche) sono disposti su mensole o inseriti in casette in rilievo. Gli elementi geometrici sono solitamente in legno dipinto o in materiali industriali. Le cromie sono solari e decise. Qualsiasi opera con cromie tenui o atmosfera decorativa non appartiene al suo registro maturo.
Provenienza: etichette della Galleria Schwarz di Milano, dello Studio Marconi di Milano, o citazioni nelle retrospettive istituzionali (Triennale 1964, Biennale di Venezia, Museo di Grenoble, Rotonda della Besana Milano 1974) sono i principali indicatori di autenticita’.
Domande frequenti su quotazioni e valutazioni di Lucio Del Pezzo
Quanto vale un Casellario di Lucio Del Pezzo?
I grandi Casellari e costruzioni tridimensionali degli anni Sessanta valgono tra 10.000 e 68.750 euro. I pezzi unici di formato minore tra 1.000 e 15.000 euro. Le grafiche tra 50 e 300 euro.
Qual e’ il record d’asta di Lucio Del Pezzo?
68.750 euro per Rosso veneziano (1965, legno dipinto, cm 133×263), aggiudicato nel 2015. Un’opera monumentale che sintetizza perfettamente il suo stile: fondo monocromo rosso, mensola con palline, birilli e forme geometriche.
Che cos’e’ il Gruppo 58?
Il Gruppo 58 e’ il movimento fondato da Del Pezzo a Napoli nel 1958 insieme a Biasi, Di Bello, Fergola, Castellano e Persico — un gruppo di impostazione neosurrealista e neodadaista, collegato al Movimento Nucleare di Enrico Baj a Milano e a gruppi internazionali a Parigi, Monaco e Buenos Aires. E’ il punto di partenza della carriera di Del Pezzo e il primo nucleo dell’avanguardia napoletana del dopoguerra.
Come faccio a sapere se un’opera di Del Pezzo e’ autentica?
La provenienza documentata (etichette di gallerie storiche come Galleria Schwarz o Studio Marconi, cataloghi di mostre istituzionali) e’ lo strumento principale. La coerenza stilistica e materica dei Casellari e’ fondamentale. La Galleria Ponti puo’ assisterti nella verifica.
Come posso vendere un’opera di Lucio Del Pezzo?
Invia foto del fronte, retro e dettagli degli elementi tridimensionali via WhatsApp al (+39) 320 574 7749. Risposta in giornata, valutazione gratuita. In caso di acquisto diretto, pagamento immediato e trattativa riservata.

