Arturo Martini (Treviso, 1889 – Milano, 1947) e’ il maggiore scultore italiano del Novecento — e al tempo stesso lo scultore che nel 1945 ha scritto il pamphlet piu’ radicale contro la propria arte: La scultura lingua morta. Un testo folgorante, scritto nel pieno della guerra, in cinquanta copie, che proclama la morte della statuaria e anticipa tutto il dibattito sul ruolo della scultura nel Novecento. Il record documentato e’ di 2.020.000 euro per la Donna che nuota sott’acqua (marmo di Carrara, 1942) — aggiudicata nel 2005. I grandi bronzi raggiungono 50.000 euro. Le terrecotte — il suo materiale piu’ autentico — tra 3.000 e 110.000 euro. La Galleria Ponti offre valutazioni gratuite con risposta in giornata.
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Quanto vale una scultura di Arturo Martini?
Il mercato di Martini e’ solido e stabile — con oltre 400 passaggi d’asta documentati. Le sculture in marmo di Carrara sono le piu’ rare e le piu’ preziose (Martini ne ha realizzate pochissime). Le terrecotte — il materiale a lui piu’ congeniale — sono le piu’ presenti sul mercato e le piu’ variabili in valore: dalle piccole ceramiche alle grandi terrecotte monumentali. I bronzi, spesso in fonderia multipla, hanno un mercato attivo tra i collezionisti di scultura italiana del Novecento.
| Tipologia / Materiale | Note | Fascia di prezzo |
|---|---|---|
| Sculture in marmo (pezzi unici) | Rarissime — Donna che nuota sott’acqua: record 2.020.000 euro | € 200.000 – € 2.000.000+ |
| Sculture in bronzo (grandi formati) | Opere monumentali o importanti | € 10.000 – € 50.000 |
| Terrecotte (grandi e medi formati) | Capolavori e opere significative | € 5.000 – € 110.000 |
| Terrecotte (piccoli formati) | Opere minori e studi | € 3.000 – € 10.000 |
| Ceramiche e maioliche | Ceramiche decorative e firmate | € 400 – € 2.000 |
| Sculture in pietra | Pietra di Finale Ligure, pietra locale | € 5.000 – € 80.000 |
| Disegni, acquerelli, incisioni | Opere su carta e grafiche | € 500 – € 5.000 |
I fattori piu’ importanti per il valore: il materiale (il marmo e’ il vertice assoluto, seguito da pietra e bronzo; le terrecotte variano enormemente in base alle dimensioni e alla qualita’); il soggetto (le figure femminili, le figure mitologiche, i soggetti religiosi con forte tensione plastica raggiungono i valori piu’ alti); le dimensioni; la provenienza documentata; la presenza nei cataloghi critici e nei principali musei.
Record e risultati di mercato
Il record documentato e’ di 2.020.000 euro per la Donna che nuota sott’acqua (marmo di Carrara, 1942) — aggiudicata nel 2005. E’ l’opera con cui Martini si presenta alla Biennale di Venezia del 1942 come capolavoro assoluto: una figura femminile in marmo che sembra effettivamente fluttuare, con una leggerezza impossibile per la pietra. Le sculture in marmo di Carrara sono rarissime sul mercato — la maggior parte delle opere di Martini e’ in terracotta, bronzo o pietra. I bronzi raggiungono abitualmente tra 10.000 e 50.000 euro. Le grandi terrecotte storiche fino a 110.000 euro.
“Un pomo in pittura vale una Venere. Perche’ in scultura no?”
Nell’inverno del 1944, nella sua aula dell’Accademia di Venezia, Arturo Martini — il maggiore scultore italiano vivente, l’autore del Palazzo di Giustizia di Milano, del Gruppo degli Sforza all’Ospedale Niguarda, di innumerevoli monumenti e commissioni pubbliche — fa una domanda ai suoi allievi: “Un pomo in pittura vale una Venere. Perche’ un pomo in scultura non vale una Venere?” Da quella mattina comincia a scrivere. Il risultato e’ La scultura lingua morta — pubblicato nel 1945 a Venezia in cinquanta copie, uno dei testi piu’ radicali e piu’ sconcertanti mai scritti da un artista sul proprio mestiere.
C’e’ qualcosa di tragicamente grandioso in questo gesto. Chi si scaglia contro la scultura con tanta violenza non e’ un filosofo dell’estetica, non e’ un critico militante: e’ il maggiore scultore italiano del suo tempo, all’apice della carriera, reduce dal trionfo della Biennale del 1942. E lo fa sullo sfondo degli anni piu’ terribili della guerra — nel momento in cui “ogni cosa e’ andata a fondo”. La crisi della scultura e’ anche la crisi dell’Italia, dell’Europa, di tutta la civilta’ che Martini aveva rappresentato con i suoi bronzi e le sue pietre.
La traiettoria di Martini e’ straordinaria e contraddittoria. Nasce poverissimo — la famiglia vive nelle torri medievali di Treviso — bocciato piu’ volte a scuola, apprendista orefice, poi ceramista. Studia i rilievi bizantini al Museo di Torcello, la scultura greca ed etrusca, i maestri del Duecento e del Trecento — li assimila e li reinterpreta in un linguaggio del tutto originale, che non appartiene a nessuna corrente ma dialoga con tutte. E’ l’unico scultore del gruppo Valori Plastici (1920–22, con Carrà, de Chirico, Savinio). Vince il primo premio alla I Quadriennale di Roma del 1931 — centomila lire di premio, la “stagione del canto” che arriva finalmente dopo anni di difficolta’ economiche. E poi arrivano le commissioni pubbliche monumentali, il regime, i bronzi giganteschi — e la paradossale abiura del 1945.
Il suo allievo piu’ inaspettato e piu’ lontano e’ Maria Lai di Ulassai (Sardegna): “Un’opera d’arte e’ tale quando restituisce un respiro, un pieno dato dal vuoto che suggerisce.” Una lezione di Martini reinterpretata nella fibra e nella tela sarda.
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Come vendere una scultura di Arturo Martini
La Galleria Ponti acquista direttamente sculture di Arturo Martini con pagamento immediato e trattativa riservata. Siamo particolarmente interessati alle terrecotte di grandi e medi formati, ai bronzi e alle opere in pietra. Valutiamo qualsiasi opera dell’artista, incluse le ceramiche e le opere su carta.
- Inviateci foto dell’opera da piu’ angolazioni (fronte, retro, lato, dettaglio della firma o del marchio). Martini firmava con “A. Martini” inciso o stampigliato nella terracotta, o con targhetta sul bronzo; le ceramiche recano spesso il marchio della manifattura.
- Indicate il materiale (terracotta, bronzo, pietra, marmo, ceramica, gesso), le dimensioni in centimetri (altezza x larghezza x profondita’) e l’anno se indicato.
- Indicate il soggetto con precisione (figura femminile, figura maschile, soggetto religioso, soggetto mitologico, animale, busto, rilievo) e il numero di esemplari se si tratta di bronzo.
- Indicate qualsiasi documentazione disponibile: provenienza da gallerie storiche (Galleria del Milione Milano, Galleria Barbaroux Milano, Galleria Pesaro Milano), citazione nei cataloghi critici, precedenti d’asta, eventuali certificati di autenticita’.
- Riceverete una valutazione in giornata e, se interessati, una proposta d’acquisto diretta.
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Domande frequenti sulla vendita
Quanto tempo richiede la vendita?
In caso di acquisto diretto, la transazione si chiude in pochi giorni con pagamento immediato.
Quali documenti servono?
La provenienza documentata da gallerie storiche (Galleria del Milione, Galleria Barbaroux, Galleria Pesaro di Milano) e’ lo strumento principale. Per i bronzi e’ importante verificare la numerazione e la fonderia. La citazione nei cataloghi critici e’ l’ulteriore indicatore di autenticita’.
Devo pagare tasse sulla vendita?
No. Il soggetto privato che vende un’opera d’arte non e’ tenuto al pagamento di alcuna tassa in Italia.
Biografia di Arturo Martini
Arturo Martini nasce a Treviso l’11 agosto 1889 da una famiglia poverissima — vive nelle torri medievali della citta’. Bocciato piu’ volte a scuola, nel 1901 inizia come apprendista orefice. Frequenta la scuola serale di Arti e Mestieri (1904–05). Nel 1906–07 frequenta lo studio dello scultore Antonio Carlini a Treviso. All’Accademia di Venezia studia con Urbano Nono — visita i rilievi bizantini al Museo di Torcello. Nel 1909 e’ a Monaco, dove studia con il grande scultore accademico Adolf von Hildebrandt. Nel 1912 prima mostra a Parigi. Nel 1916, chiamato alle armi, riesce ad evitare il fronte. A Vado Ligure conosce la futura moglie Brigida Pessaro. A Faenza lavora in ceramica e pubblica Contemplazioni (1918) — un libro senza parole e senza immagini, solo tacche nere su un foglio come uno spartito.
Nel 1920 sposa Brigida Pessaro e aderisce a Valori Plastici — unico scultore del gruppo, con Carrà, de Chirico, Savinio. Mostra itinerante in Germania (1921) e Fiorentina Primaverile (1922). Entra nel circolo di Margherita Sarfatti e nel movimento Novecento (1926). Nel 1931 vince il primo premio alla I Quadriennale di Roma — centomila lire, la “stagione del canto”. Nel 1932 sala personale alla Biennale di Venezia. Grandi commissioni pubbliche a Milano: La Giustizia Corporativa (Palazzo di Giustizia), Gruppo degli Sforza (Ospedale Niguarda), altorilievi per l’Arengario di Piazza Duomo, Universita’ Bocconi. Nel 1942 presenta alla Biennale di Venezia la Donna che nuota sott’acqua (marmo di Carrara) — accolta come capolavoro assoluto. Nel 1944 la domanda agli allievi sull’arte → nasce La scultura lingua morta (Venezia, 1945, 50 copie). Nel 1945 processo di epurazione. Muore a Milano il 22 marzo 1947, a 57 anni, colpito da paralisi cerebrale. Nel 1967 grande mostra monografica a Treviso progettata da Carlo Scarpa.
Come riconoscere una scultura autentica di Arturo Martini
Firma e marchi: nelle terrecotte e nelle ceramiche la firma e’ generalmente incisa o stampigliata direttamente nella materia con “A. Martini” o “Arturo Martini”. Nelle ceramiche puo’ essere presente anche il marchio della manifattura (Fornace Guerra Gregorj, Manifattura di Faenza). Nei bronzi la firma e’ solitamente su targhetta applicata alla base, con il numero di fusione e il nome della fonderia.
Materiali: la terracotta e’ il materiale piu’ presente sul mercato — Martini la domino’ come nessun altro scultore del Novecento, portandola a dimensioni monumentali e a qualita’ espressive altissime. Le sculture in marmo di Carrara sono pochissime e rarissime sul mercato. Le sculture in pietra di Finale Ligure o in pietra locale sono piu’ frequenti delle sculture in marmo ma comunque rare.
Provenienza: le gallerie storiche piu’ significative per Martini sono la Galleria del Milione, la Galleria Barbaroux e la Galleria Pesaro di Milano. La mostra del 1967 a Treviso progettata da Carlo Scarpa e’ il riferimento critico principale per la storia espositiva delle sue opere piu’ importanti.
Domande frequenti su quotazioni e valutazioni di Arturo Martini
Quanto vale una scultura di Arturo Martini?
Le sculture in marmo di Carrara valgono da 200.000 a 2.000.000 euro o piu’. I bronzi tra 10.000 e 50.000 euro. Le grandi terrecotte tra 5.000 e 110.000 euro. Le terrecotte di piccolo formato tra 3.000 e 10.000 euro. Le ceramiche tra 400 e 2.000 euro. I disegni tra 500 e 5.000 euro.
Qual e’ il record d’asta di Arturo Martini?
2.020.000 euro per la Donna che nuota sott’acqua (marmo di Carrara, 1942) — la scultura presentata alla Biennale di Venezia del 1942 come capolavoro assoluto, aggiudicata nel 2005.
Cos’e’ “La scultura lingua morta”?
E’ il testo piu’ radicale mai scritto da uno scultore contro la propria arte — pubblicato da Martini a Venezia nel 1945 in cinquanta copie. Nasce da una domanda fatta agli allievi nel marzo 1944: “Un pomo in pittura vale una Venere. Perche’ un pomo in scultura non vale una Venere?” E’ un’abiura paradossale del maggiore scultore italiano vivente, sullo sfondo degli anni piu’ terribili della guerra.
Come faccio a sapere se una scultura di Martini e’ autentica?
La firma incisa nella terracotta (“A. Martini”) o su targhetta nel bronzo, la provenienza documentata dalla Galleria del Milione o dalla Galleria Barbaroux di Milano, e la citazione nei cataloghi critici sono i principali indicatori. Per i bronzi e’ importante verificare il numero di fusione e la fonderia.
Come posso vendere una scultura di Arturo Martini?
Invia foto dell’opera da piu’ angolazioni via WhatsApp al (+39) 320 574 7749. Risposta in giornata, valutazione gratuita. In caso di acquisto diretto, pagamento immediato e trattativa riservata.
