Alberto Ziveri: quotazioni, prezzi e valutazioni delle opere

Alberto Ziveri (Roma, 1908 – Roma, 1990) e’ uno dei maggiori protagonisti della Scuola Romana e del realismo italiano del Novecento — pittore di notturni urbani, fermate del tram, postriboli, soldati, risse e processioni, con un chiaroscuro denso e drammatico che guarda a Rembrandt e Goya. Nel 1956 alla Biennale di Venezia il grande critico Roberto Longhi lo definisce “il maggiore realista italiano vivente” — una consacrazione che nessun altro realista del suo tempo ottiene da una voce cosi’ autorevole. La lettera che Renato Guttuso gli scrive dopo la personale alla Galleria La Nuova Pesa (1964): “La tua mostra mi ha commosso come uomo e come pittore, per la sua qualita’, per il suo rigore, per la poesia che c’e’ dentro.” Il record documentato e’ di circa 45.800 euro per un dipinto del 1934, aggiudicato nel 2005. La Galleria Ponti offre valutazioni gratuite con risposta in giornata.

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Quanto vale un’opera di Alberto Ziveri?

Il mercato di Ziveri e’ solido e costante, sostenuto da un collezionismo attento alla Scuola Romana e al realismo italiano del Novecento. I dipinti degli anni Trenta — il periodo del tonalismo maturo — e degli anni Quaranta — il realismo drammatico — raggiungono i valori piu’ alti. Le incisioni, coltivate per tutta la vita, hanno un mercato specifico e molto apprezzato dagli specialisti del Novecento italiano.

Tipologia Periodo / Soggetto Fascia di prezzo
Dipinti a olio su tela (grandi formati, soggetti principali) Anni ’30–’50, postriboli, figure, notturni € 15.000 – € 45.800+
Dipinti a olio su tela/tavola (medi formati) Vari soggetti e periodi € 7.000 – € 20.000
Dipinti (piccoli formati, paesaggi e studi) Vari periodi € 2.000 – € 8.000
Acquerelli e disegni su carta Studi e opere compiute € 1.500 – € 5.000
Incisioni (acquaforti, tecniche calcografiche) Dal 1926 fino agli anni ’80 € 300 – € 2.000

I fattori piu’ importanti per il valore: il soggetto (i postriboli romani, i notturni urbani, le grandi figure e i ritratti sono i piu’ ricercati), il periodo (gli anni 1930–1950 sono il vertice), le dimensioni, la provenienza da gallerie storiche (Galleria della Cometa, Galleria La Nuova Pesa, Galleria Sabatello) e la citazione nelle monografie critiche di Fagiolo dell’Arco o nel catalogo delle incisioni (Durbè, Fagiolo dell’Arco, Rivosecchi, 1983).

Roberto Longhi: “il maggiore realista italiano vivente”

Nel 1956, alla XXVIII Biennale di Venezia, il piu’ autorevole critico d’arte italiano del Novecento — Roberto Longhi — definisce Ziveri “il maggiore realista italiano vivente“. Non e’ una frase di cortesia: Longhi era il critico che aveva scoperto e teorizzato Caravaggio, scritto su Piero della Francesca, fondato “Paragone” — le sue parole avevano il peso di un verdetto storico. E otto anni dopo, nel 1964, Longhi firma la presentazione della personale di Ziveri alla Galleria La Nuova Pesa di Roma — riconfermando pubblicamente il proprio giudizio.

Il realismo di Ziveri non e’ quello ideologico di Guttuso — non e’ pittura di partito, non e’ impegno politico dichiarato. E’ qualcosa di piu’ radicale e piu’ disturbante: un realismo che non abbellisce, non semplifica, non rassicura. Postriboli, fermate del tram di notte, soldati, risse, amplessi vissuti come lotta, processioni religiose in quartieri poveri — tutto restituito con un chiaroscuro alla Rembrandt e un cromatismo alla Goya, che scopre lo psicologismo dei volti e la nudita’ luminosa e sensuale delle carni. Ziveri dichiarava che da quando aveva visto Rembrandt in Olanda (viaggio del 1937), il realismo era diventato la sua “morale” — non un programma estetico, ma una posizione etica.

La lettera che Renato Guttuso gli scrive dopo la personale alla Nuova Pesa (1964) e’ una delle piu’ belle testimonianze di stima tra artisti del Novecento italiano: “Caro Alberto, voglio ripeterti quello che ti ho detto ieri sera. La tua mostra alla Nuova Pesa mi ha commosso come uomo e come pittore, per la sua qualita’, per il suo rigore, per la poesia che c’e’ dentro. Sembra una cosa dell’altro mondo, quando il mondo e’ cosi’ incredibile e assurdo.

Hai un’opera di Alberto Ziveri? Invia le foto per una valutazione gratuita

Come vendere un’opera di Alberto Ziveri

La Galleria Ponti acquista direttamente opere di Alberto Ziveri con pagamento immediato e trattativa riservata. Siamo particolarmente interessati ai grandi dipinti degli anni Trenta–Cinquanta con soggetti di postriboli, figure, notturni urbani e autoritratti. Valutiamo qualsiasi opera dell’artista, incluse le incisioni.

  1. Inviateci foto del fronte (incluso un dettaglio della materia pittorica e della firma), del retro completo con eventuali etichette di gallerie. Ziveri firmava generalmente in basso con “Ziveri” o “A. Ziveri” in corsivo, spesso con la data.
  2. Indicate le dimensioni in centimetri, la tecnica (olio su tela, olio su tavola, tempera, acquerello, acquaforte, calcografia) e l’anno se indicato.
  3. Indicate il soggetto con precisione (postribolo, notturno, figura, autoritratto, paesaggio urbano, soldato, processione) e il periodo di appartenenza se conoscete.
  4. Indicate qualsiasi documentazione disponibile: citazione nella monografia di Fagiolo dell’Arco (Milano, 1988), nel catalogo delle incisioni (Durbè, Fagiolo dell’Arco, Rivosecchi, 1983), etichette di gallerie storiche (Galleria della Cometa, Galleria La Nuova Pesa, Galleria Sabatello), precedenti d’asta.
  5. Riceverete una valutazione in giornata e, se interessati, una proposta d’acquisto diretta.

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Domande frequenti sulla vendita

Quanto tempo richiede la vendita?
In caso di acquisto diretto, la transazione si chiude in pochi giorni con pagamento immediato.

Quali documenti servono?
La citazione nella monografia di Fagiolo dell’Arco (Milano, 1988) e nel catalogo delle incisioni (1983) e’ lo strumento principale. La provenienza dalle gallerie storiche (Galleria della Cometa, Galleria La Nuova Pesa) e la presentazione critica di Longhi (1964) sono i massimi indicatori di autenticita’ e valore.

Devo pagare tasse sulla vendita?
No. Il soggetto privato che vende un’opera d’arte non e’ tenuto al pagamento di alcuna tassa in Italia.

Biografia di Alberto Ziveri

Alberto Ziveri nasce a Roma il 2 dicembre 1908, primogenito di Carlo, conduttore di carrozze letto. La famiglia abita vicino a piazza Vittorio — il quartiere umbertino che ispira molte delle sue opere. Nel 1921, tredicenne, frequenta la scuola serale di Arti Ornamentali di via San Giacomo, dove studia con Antonino Calcagnadoro — lo stesso istituto frequentato da Mario Mafai, che ha sei anni di piu’ e la cui pittura rappresenta per Ziveri una rivelazione. Nel 1924 entra come “schiaccia-colori” nella bottega di Giulio Bargellini, affrescatore liberty — dove conosce Guglielmo Janni (pronipote del poeta romanesco Giuseppe Gioachino Belli), pittore raffinato e colto che diventa la sua guida culturale. Nel 1928 Janni gli regala il saggio di Roberto Longhi su Piero della Francesca (1927) — lettura che lo allontana definitivamente dalla decorazione e lo introduce alla pittura tonale.

Nel 1931 alla Scuola Libera del Nudo stringe amicizia con lo scultore Pericle Fazzini. Negli anni Trenta orbita intorno alla Galleria Sabatello (Via del Babuino) con Cagli, Guttuso, Afro, Mirko Basaldella, Fazzini. La prima personale vera e’ nel 1933 da Sabatello, recensita da Corrado Cagli su *Il Tevere*. Nel 1935 alla II Quadriennale di Roma espone accanto a Capogrossi e Cavalli, segnalato come rivelazione. Nel 1936 prima personale alla Galleria della Cometa della contessa Mimì Pecci Blunt. Nel 1937–38 viaggia in Olanda, Francia, Belgio — la visione di Rembrandt, Courbet, Delacroix trasforma radicalmente la sua pittura. Dal 1938 alla Biennale di Venezia — esordio realista. Il realismo diventa la sua “morale“. Nel 1943 terzo premio alla IV Quadriennale con Giuditta e Oloferne.

Nel 1946 prima personale del dopoguerra alla Galleria di Roma — ventisette dipinti e sedici incisioni. Nel 1952 prima monografia (Luigi De Luca editore, saggio di Leonardo Sinisgalli). Nel 1956 alla Biennale di Venezia: Roberto Longhi lo definisce “*il maggiore realista italiano vivente*”. Nel 1960 Premio Marzotto. Nel 1963 nominato Accademico di San Luca. Nel 1964 personale alla Galleria La Nuova Pesa, presentata da Longhi — lettera di Guttuso. Nel 1983 catalogo generale delle incisioni (Durbè, Fagiolo dell’Arco, Rivosecchi). Nel 1984 grande antologica alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma. Nel 1989 Premio Viareggio-Rèpaci. Muore a Roma nel 1990.

Come riconoscere un’opera autentica di Alberto Ziveri

Firma: Ziveri firmava generalmente in basso con “Ziveri” o “A. Ziveri” in corsivo, spesso con la data. Su alcune opere la firma e’ sul retro. Le incisioni recano la firma in matita nella parte bassa del foglio con il numero di esemplare.

Stile e soggetti: le opere del periodo piu’ ricercato (anni 1938–1964) si riconoscono per un chiaroscuro denso e drammatico — ombre verdi alla Rembrandt, nere alla Goya — che scopre lo psicologismo dei volti e la carnagione luminosa dei nudi. I soggetti iconici sono i postriboli romani (figure femminili in attesa su letti o divani, in interni angusti), i notturni alle fermate del tram, i soldati, i ritratti intensi e gli autoritratti. Le opere del periodo tonale degli anni Trenta mostrano invece una qualita’ piu’ rarefatta e silenziosa, vicina a Piero della Francesca nella distribuzione della luce.

Provenienza: le etichette della Galleria della Cometa (Roma, 1936), della Galleria Sabatello (Via del Babuino), della Galleria La Nuova Pesa (Roma, 1964) sono i principali indicatori di autenticita’. La citazione nella monografia di Fagiolo dell’Arco (Milano, 1988) e’ il riferimento bibliografico principale.

Domande frequenti su quotazioni e valutazioni di Alberto Ziveri

Quanto vale un dipinto di Alberto Ziveri?
I grandi dipinti degli anni Trenta–Cinquanta con postriboli, figure e notturni urbani valgono tra 15.000 e 45.800 euro o piu’. I medi formati tra 7.000 e 20.000 euro. I piccoli formati tra 2.000 e 8.000 euro. Gli acquerelli e i disegni tra 1.500 e 5.000 euro. Le incisioni tra 300 e 2.000 euro.

Qual e’ il record d’asta di Alberto Ziveri?
Circa 45.800 euro per un dipinto del 1934, aggiudicato nel 2005. Il prezzo medio di aggiudicazione dei dipinti e’ di circa 18.500 euro — un mercato solido e costante.

Cosa disse Roberto Longhi di Alberto Ziveri?
Alla XXVIII Biennale di Venezia del 1956, Longhi — il massimo critico d’arte italiano del Novecento — lo defini’ “il maggiore realista italiano vivente“. Otto anni dopo presento’ personalmente la sua mostra alla Galleria La Nuova Pesa di Roma, confermando pubblicamente questo giudizio storico.

Come faccio a sapere se un’opera di Ziveri e’ autentica?
La citazione nella monografia di Fagiolo dell’Arco (Milano, 1988) e’ il riferimento principale. La provenienza dalle gallerie storiche romane (Galleria della Cometa, Galleria La Nuova Pesa, Galleria Sabatello) e’ lo strumento integrativo. La firma “Ziveri” in corsivo e il chiaroscuro caratteristico sono gli elementi stilistici chiave.

Come posso vendere un’opera di Alberto Ziveri?
Invia foto del fronte, retro e firma via WhatsApp al (+39) 320 574 7749. Risposta in giornata, valutazione gratuita. In caso di acquisto diretto, pagamento immediato e trattativa riservata.